Nextcloud 28 (Nextcloud Hub 7): le novità

Dic 19, 2023 | Gocce di Cloud

È disponibile Nextcloud 28, la versione sulla quale si basa il nuovo Nextcloud Hub 7.

Dopo aver lavorato molto, nelle ultime release, sull’intelligenza artificiale e sull’integrazione tra le diverse applicazioni, Nextcloud fa ora un ulteriore passo avanti.

La parola chiave di Hub 7 potrebbe essere proprio integrazione.

Arriva una ricerca realmente trasversale a tutta la piattaforma, lo stato “fuori ufficio” viene propagato automaticamente tra Mail, Calendar e Talk, Files viene completamente riscritto nell’interfaccia, Talk migliora ulteriormente sul fronte delle videoconferenze e Nextcloud Assistant inizia a poter interrogare direttamente documenti, email e conversazioni dell’utente.

Una ricerca davvero unificata

La prima grande novità è Unified Search. La ricerca esiste già da tempo in Nextcloud, ma con Hub 7 diventa molto più potente.

Da un’unica finestra è possibile cercare contemporaneamente all’interno di:

  • Files;
  • email;
  • contatti;
  • conversazioni e messaggi di Talk;
  • schede Deck;
  • Collectives;
  • Circles;
  • Tables;
  • Notes;
  • eventi del calendario;
  • applicazioni.

La ricerca può inoltre includere contenuti provenienti da servizi esterni collegati a Nextcloud, come GitHub, GitLab, Giphy e altre integrazioni.

Unified Search permette di cercare contemporaneamente file, email, messaggi, eventi, attività e altri contenuti. Sono disponibili anche filtri per restringere la ricerca in base alla data, alla persona o alla sorgente.

È una novità che può sembrare semplicemente una miglioria dell’interfaccia, ma in realtà tocca uno dei problemi più comuni degli ambienti di lavoro digitali.

Quando documenti, email, chat e attività vivono in servizi diversi, spesso bisogna ricordarsi dove cercare un’informazione. Con una piattaforma integrata, invece, dovrebbe essere sufficiente ricordarsi cosa stiamo cercando.
Ed è esattamente quello che Nextcloud prova a fare con Hub 7.

Il “fuori ufficio” diventa una funzione di tutta la piattaforma

Interessante anche la nuova gestione dello stato Out of Office: fino ad oggi un’assenza veniva normalmente configurata in applicazioni separate: risposta automatica della posta, calendario, eventualmente stato nella chat.

Con Hub 7 l’utente configura la propria assenza una sola volta e Nextcloud utilizza poi quell’informazione automaticamente nelle diverse applicazioni.

  • In Mail viene impostata la risposta automatica.
  • In Calendar viene creato l’evento relativo all’assenza.
  • In Talk chi tenta di contattare l’utente viene informato che non è disponibile.
  • Lo stato viene inoltre mostrato nel profilo e nei risultati di ricerca degli utenti. 

Lo stato fuori ufficio viene condiviso automaticamente tra Mail, Calendar, Talk e profilo utente.

È un ottimo esempio di cosa significa avere strumenti realmente integrati.

Non viene aggiunta una nuova applicazione, viene eliminata la necessità di configurare la stessa informazione in tre o quattro posti diversi.

Contacts diventa il punto di accesso alle attività condivise

Anche Contacts migliora l’integrazione con il resto della piattaforma.

Aprendo il profilo di una persona possiamo visualizzare direttamente gli elementi che condividiamo con lei, tra cui:

  • file;
  • eventi;
  • conversazioni Talk;
  • schede Deck.

Lo stato dell’utente diventa inoltre più intelligente: se nel calendario è presente un evento contrassegnato come “occupato”, lo stato può cambiare automaticamente in Busy.
Se invece è stata impostata un’assenza, lo stato viene aggiornato coerentemente con il messaggio Out of Office.

Questo rende la rubrica qualcosa di più di un elenco di nomi e indirizzi email, diventa un vero punto di accesso alle relazioni di lavoro con quella persona.

Nextcloud Files viene riscritto

Una delle modifiche tecnicamente più importanti di Hub 7 riguarda Nextcloud Files.

L’applicazione viene riscritta utilizzando Vue.js, con l’obiettivo di modernizzare il codice, migliorare le prestazioni e rendere più semplice l’integrazione con le altre applicazioni.

Secondo Nextcloud, la nuova implementazione consente in determinate situazioni un caricamento dell’app Files circa 65% più rapido. Migliorano inoltre anteprime, gestione delle cartelle molto grandi, caricamento dei file e messaggi di errore.

L’interfaccia introduce anche:

  • nuova vista dedicata ai tag;
  • visualizzazione a griglia in più sezioni;
  • migliore selezione multipla dei file;
  • memorizzazione delle preferenze di ordinamento;
  • miglioramenti alla modalità scura;
  • numerosi interventi sull’accessibilità. 

La modifica è importante soprattutto per il futuro.
Riscrivendo Files su una base più moderna, Nextcloud rende più semplice aggiungere nuove integrazioni senza dover continuamente aumentare la quantità di codice caricata dal browser.

Modificare direttamente i PDF (da browser)

Nextcloud 28 introduce anche la possibilità di annotare direttamente un file PDF. È possibile aggiungere testo o disegnare a mano libera sul documento e quindi salvare il risultato nuovamente in Nextcloud.

Con Hub 7 è possibile aggiungere annotazioni e testo direttamente ai documenti PDF.
È una funzione estremamente pratica in quanto per una piccola modifica non è più necessario:

  • scaricare il documento → aprirlo con un altro programma → modificarlo → salvarlo → caricarlo nuovamente.

ma si lavora direttamente sul file presente nella piattaforma.

Photos gestisce Live Photos e metadati EXIF

Migliora anche Nextcloud Photos: Hub 7 introduce il supporto alle Live Photos di iOS, che possono essere caricate e visualizzate direttamente all’interno dell’applicazione.

Vengono inoltre utilizzati maggiormente i metadati EXIF presenti nelle fotografie.

  • Nextcloud può mostrare:
  • data e ora dello scatto;
  • posizione sulla mappa;
  • modello della fotocamera;
  • impostazioni utilizzate per lo scatto.

Le immagini vengono inoltre ordinate in base alla data effettiva dello scatto invece che semplicemente alla data in cui il file è stato caricato su Nextcloud.

Nextcloud Assistant continua a crescere

Dopo l’introduzione dell’Assistant in Hub 6, Nextcloud continua a sviluppare rapidamente la componente AI.
Tra le novità arriva il supporto ad Aleph Alpha, un Large Language Model sviluppato in Germania.

Diventa inoltre possibile utilizzare Stable Diffusion localmente, consentendo quindi anche la generazione di immagini sulla propria infrastruttura.

Hub 7 amplia la scelta dei modelli AI utilizzabili da Nextcloud Assistant.

Gli amministratori possono inoltre definire limiti al numero di richieste AI effettuate dagli utenti.

È una funzione tutt’altro che secondaria: eseguire modelli complessi può richiedere molta capacità di calcolo oppure generare costi quando vengono utilizzati servizi esterni. Nextcloud inizia quindi a introdurre anche strumenti per governare economicamente l’utilizzo dell’AI.

Arriva Context Chat

Probabilmente la novità più interessante dal punto di vista dell’intelligenza artificiale è però ancora in anteprima tecnica: si chiama Context Chat.

L’idea è permettere a Nextcloud Assistant di rispondere a domande utilizzando come contesto i dati dell’utente:

  • documenti;
  • email;
  • conversazioni;
  • altri contenuti memorizzati in Nextcloud.

Le informazioni vengono indicizzate in un database vettoriale locale e possono quindi essere utilizzate per fornire al modello linguistico il contesto necessario a rispondere alle domande. 
Possiamo immaginare domande come:

“Dove abbiamo discusso il preventivo del cliente Rossi?”

oppure:

“Riassumi le informazioni che abbiamo raccolto sul progetto Alfa.”

Naturalmente si tratta ancora di una funzione sperimentale, ma il concetto è particolarmente interessante perché trasforma l’AI da semplice strumento di generazione del testo in qualcosa che può interrogare la conoscenza contenuta nell’ambiente di lavoro dell’organizzazione.

Nextcloud precisa inoltre che Context Chat può lavorare con modelli eseguiti localmente oppure con servizi esterni, lasciando quindi all’amministratore la scelta dell’architettura.

Nextcloud Office migliora ancora

Anche Nextcloud Office riceve diverse funzionalità interessanti: è ora possibile generare direttamente nei documenti:

  • QR code;
  • codici a barre.

Nei fogli di calcolo arriva invece la formattazione condizionale, che consente di modificare automaticamente l’aspetto di una cella in base al suo valore.
Migliora inoltre la gestione delle disconnessioni temporanee: se durante il lavoro viene momentaneamente persa la connessione, Office prova a ristabilirla senza costringere l’utente a ricaricare completamente il documento. 

Importanti anche gli interventi sull’accessibilità, con miglior supporto agli screen reader e nuove scorciatoie da tastiera.

Le Notes diventano collaborative

Interessante anche una novità molto semplice di Nextcloud Notes.

Le note possono ora essere condivise con altri utenti oppure tramite un collegamento pubblico, esattamente come avviene con i file.

Più persone possono quindi lavorare sulla stessa nota. Diventano inoltre disponibili direttamente dalla barra laterale la cronologia delle attività e le versioni precedenti. Nextcloud
Anche Collectives migliora, con pagine a larghezza completa, migliore organizzazione gerarchica delle pagine e un nuovo widget Dashboard dedicato alle pagine utilizzate recentemente.

Mail: ricerca anche dentro i messaggi

Nextcloud Mail introduce finalmente la possibilità di effettuare ricerche anche nel corpo del messaggio, e non soltanto nel mittente o nell’oggetto.

La funzione è opzionale perché le prestazioni dipendono dal server IMAP utilizzato.

Arrivano inoltre:

  • ordinamento dei messaggi crescente o decrescente per data;
  • migliore gestione dei tag;
  • Smart Picker direttamente nell’editor delle email;
  • selettore delle emoji. 

Ancora una volta lo Smart Picker diventa il collante tra le applicazioni.
Dentro una mail possiamo richiamare direttamente file, stanze Talk, eventi Calendar, schede Deck, pagine Collectives e altri contenuti.

Deck: finalmente una scheda può essere “completata”

Anche Deck riceve diverse migliorie pratiche. Le schede possono ora avere una cover image ricavata automaticamente dal primo allegato grafico

Soprattutto viene introdotto lo stato “Completed”.Una scheda può quindi essere contrassegnata come conclusa senza dover necessariamente essere spostata o archiviata.

Arrivano inoltre numerose scorciatoie da tastiera per creare, aprire, assegnare, filtrare e modificare rapidamente le schede.

Talk continua a trasformarsi in una piattaforma completa per le riunioni

Anche Nextcloud Talk riceve numerosi aggiornamenti: durante la condivisione dello schermo può ora rimanere visibile anche il video del relatore, attraverso una modalità picture-in-picture.

Una novità particolarmente interessante per le aziende riguarda invece il consenso alla registrazione.

È possibile configurare una stanza in modo che chi entra nella riunione debba esplicitamente accettare la possibilità che la chiamata venga registrata.

L’amministratore può inoltre esportare l’elenco delle persone che hanno prestato il consenso. 

Partecipare alla riunione anche telefonicamente

Nextcloud amplia inoltre l’integrazione SIP: oltre alla possibilità già esistente di entrare in una stanza Talk telefonando a un numero, Hub 7 introduce anche il percorso opposto.

Dalla stanza Talk è possibile chiamare direttamente uno o più numeri telefonici e aggiungere quindi quelle persone alla videoconferenza.

La funzione richiede un’infrastruttura SIP Enterprise e può essere limitata a determinati gruppi di utenti, anche per mantenere sotto controllo i costi telefonici.

È una funzione molto interessante per riunioni nelle quali devono partecipare persone che non dispongono in quel momento di browser, videocamera o connessione Internet.

“Note to self” e altre piccole migliorie di Talk

Talk introduce anche una conversazione chiamata Note to self. È sostanzialmente una chat personale nella quale possiamo salvare:

  • link;
  • messaggi inoltrati;
  • note;
  • file;
  • informazioni da recuperare successivamente.

I partecipanti esterni ad una riunione possono inoltre inserire il proprio nome prima di entrare, rendendo molto più comprensibili le riunioni con numerosi ospiti.

Arrivano infine:

  • collegamento diretto alla chiamata nelle notifiche;
  • reazioni animate durante le videochiamate;
  • didascalie associate ai file condivisi nelle chat.

Un nuovo ecosistema per le applicazioni

Continua anche il lavoro iniziato con Hub 6 per permettere di creare applicazioni Nextcloud senza essere necessariamente legati a PHP.

Hub 7 migliora la distribuzione delle cosiddette External Apps, che possono essere eseguite in container Docker e sviluppate utilizzando linguaggi come: Python, Go, Rust e altri.

Nextcloud pubblica inoltre alcune applicazioni di esempio che mostrano come integrare notifiche, azioni sui file e bot di Talk. 

È un cambiamento architetturale importante. Un’applicazione particolarmente pesante — ad esempio una funzione AI — può essere eseguita in un container dedicato senza dover diventare parte del core PHP di Nextcloud.

Cosa ci piace

In Nextcloud Hub 7 ci sono molte funzioni interessanti, ma quella che ci sembra realmente importante è difficile da rappresentare con uno screenshot: le applicazioni stanno smettendo di comportarsi come applicazioni separate.
La ricerca non appartiene più a Files, Mail o Talk, è la ricerca di Nextcloud. Lo stato fuori ufficio non appartiene più soltanto a Mail o Calendar, è lo stato dell’utente nell’intera applicazione.

Aprendo il profilo di un collega non vediamo soltanto il suo indirizzo email, ma file, eventi, conversazioni e attività che condividiamo con lui. Lo Smart Picker porta continuamente informazioni da un’applicazione all’altra.

Persino l’intelligenza artificiale, con Context Chat, comincia a poter utilizzare come contesto informazioni provenienti da tutta la piattaforma.

Questo è probabilmente il punto più interessante di Hub 7: quando utilizziamo cinque servizi cloud separati abbiamo magari cinque ottimi strumenti, ma continuiamo ad avere cinque ambienti separati.

Con Nextcloud Hub l’obiettivo sembra ormai un altro: creare un unico ambiente di lavoro, all’interno del quale Files, Talk, Office, Mail, Calendar, Contacts, Deck e le altre applicazioni condividano progressivamente utenti, informazioni e contesto.

Ed è forse proprio con Nextcloud 28 che questa impostazione comincia ad essere realmente evidente.

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