Nextcloud 33 (Nextcloud Hub 26 Winter): le novità
È disponibile Nextcloud 33, la versione sulla quale si basa il nuovo Nextcloud Hub 26 Winter.
Dopo aver cambiato sistema di denominazione con Hub 25 Autumn, Nextcloud prosegue quindi con la stagione invernale del 2026 e sceglie un tema molto preciso per presentare questa release: riprendere il controllo della propria autonomia digitale.
Non si tratta però soltanto di uno slogan.
Nextcloud 33 interviene concretamente su alcuni degli aspetti che determinano quanto un’organizzazione sia realmente indipendente dal proprio fornitore: portabilità dei dati, federazione tra server differenti, cifratura, prestazioni dell’infrastruttura e possibilità di scegliere dove eseguire anche i servizi di intelligenza artificiale.
Le novità riguardano inoltre praticamente tutte le applicazioni della piattaforma: Files, Talk, Mail, Calendar, Office, Whiteboard, Assistant e i client desktop e mobili.
Migrare da un Nextcloud all’altro diventa molto più semplice
Una delle novità che troviamo più significative riguarda User Migration. La funzione esiste già da diverse versioni, ma con Hub 26 Winter diventa molto più completa e viene installata e attivata automaticamente in molti dei profili Nextcloud.
L’esportazione non riguarda più soltanto file e informazioni di base dell’utente e permette di trasferire anche dati provenienti da:
- Mail;
- Contacts;
- Calendar;
- Tables;
- Deck;
oltre naturalmente a Files, impostazioni e informazioni del profilo.
Il significato pratico è importante: se un’organizzazione decide di cambiare server o fornitore, l’obiettivo non è più semplicemente recuperare una cartella contenente i documenti.
Può trasferire progressivamente una parte sempre maggiore del proprio ambiente di lavoro. È esattamente qui che la portabilità smette di essere un principio teorico e diventa una funzione concreta.
La federazione continua ad espandersi
L’altro grande tema di Hub 26 Winter è la federazione.
Nextcloud nasce con un’architettura decentralizzata: server differenti possono condividere informazioni pur continuando ad essere amministrati indipendentemente.
Negli anni questa logica si è estesa dai file alle conversazioni e alle videoconferenze: con Nextcloud 33 fanno un ulteriore passo avanti Deck, Calendar e Teams.
Una board Deck può essere condivisa con persone appartenenti ad un’altra istanza Nextcloud.
L’utente esterno può, in funzione dei permessi assegnati:
- visualizzare la board;
- aggiungere schede;
- creare stack;
- partecipare al lavoro del progetto.
Anche i calendari possono essere federati, permettendo a organizzazioni differenti di condividere eventi e pianificazioni senza dover concentrare tutto sullo stesso server.
Anche i Team possono attraversare server differenti
Particolarmente interessante è la federazione di Nextcloud Teams: un Team può ora includere persone appartenenti a Nextcloud differenti.
Possiamo quindi immaginare, ad esempio:
- azienda → consulente → cliente → fornitore
ognuno con la propria infrastruttura Nextcloud, ma tutti membri dello stesso gruppo di lavoro federato.
Non è necessario creare per ciascuno un nuovo account all’interno del server dell’azienda che coordina il progetto; ognuno mantiene la propria identità Nextcloud.
Anche il file locking viene esteso alle condivisioni federate, riducendo il rischio che persone appartenenti a server differenti modifichino contemporaneamente lo stesso documento.
La logica è sempre più simile alla posta elettronica. Per inviarci un’email non dobbiamo utilizzare lo stesso provider.
Con la federazione Nextcloud prova a portare questo principio anche alla collaborazione.
La cifratura end-to-end diventa più utilizzabile dal browser
Importanti anche le novità relative alla cifratura end-to-end. Nextcloud 33 permette di effettuare direttamente dal browser operazioni che in precedenza richiedevano maggiormente l’utilizzo dei client.
È possibile:
- configurare la cifratura end-to-end;
- modificare i permessi dei file cifrati;
- creare condivisioni pubbliche;
- richiedere caricamenti cifrati tramite File Drop;
- gestire i file protetti direttamente dall’interfaccia web.
Nextcloud precisa correttamente che accedere ai documenti cifrati attraverso il browser rappresenta comunque un modello meno protetto rispetto all’utilizzo di un client locale dedicato.
È una precisazione importante.
La sicurezza non dipende soltanto dal fatto che una funzione si chiami “cifratura end-to-end”, ma anche da dove avviene la decifratura e quale software partecipa al processo.
Confidential Files aggiorna automaticamente le classificazioni
Anche Confidential Files diventa più intelligente.
L’applicazione può classificare automaticamente i file sulla base delle loro caratteristiche e dei metadati.
Queste classificazioni possono poi essere utilizzate per:
- limitare l’accesso;
- applicare specifiche politiche;
- attivare automazioni attraverso Nextcloud Flow.
Con Hub 26 Winter le etichette possono essere ricalcolate automaticamente quando cambiano le caratteristiche del documento.
Il principio è interessante: la protezione può seguire il contenuto, anziché dipendere esclusivamente dalla cartella nella quale il file viene salvato.
Calendar può bloccare gli inviti esterni
Anche Nextcloud Calendar introduce una piccola funzione orientata alla sicurezza. L’amministratore può impedire l’invio di inviti provenienti dall’esterno dell’istanza.
Quando la restrizione viene attivata, soltanto gli utenti Nextcloud possono invitare altri utenti agli appuntamenti.
Non sarà una configurazione adatta a tutte le organizzazioni, ma può essere utile negli ambienti nei quali è necessario mantenere un maggiore controllo sulle comunicazioni e sugli inviti ricevuti.
Talk: finalmente si possono fissare i messaggi importanti
Nextcloud Talk riceve parecchie funzioni molto pratiche.
Arrivano innanzitutto i messaggi fissati.
Un moderatore può mantenere in evidenza:
- un annuncio;
- un collegamento;
- un documento;
- un promemoria;
- un’informazione importante.
È anche possibile stabilire dopo quanto tempo il messaggio debba essere automaticamente rimosso dall’area dei contenuti fissati.
Per le conversazioni aziendali numerose è una funzione molto utile: evita che un’informazione importante scompaia dopo cinquanta messaggi successivi.
I messaggi di Talk possono essere programmati
Arriva inoltre la possibilità di programmare l’invio di un messaggio.
Possiamo preparare una comunicazione e decidere che venga inviata successivamente e Talk propone anche alcune scorciatoie temporali per facilitare l’impostazione.
È una piccola funzione, ma particolarmente utile quando si lavora con persone che hanno orari differenti.
Possiamo preparare un messaggio la sera senza necessariamente far arrivare una notifica al collega fuori dall’orario di lavoro.
Traduzione in tempo reale durante le riunioni
Più interessante ancora è la nuova traduzione live delle trascrizioni.
Talk può trascrivere ciò che viene detto durante una videoconferenza e tradurlo in tempo reale. Si tratta di una funzione basata sull’intelligenza artificiale e rimane opzionale.
Per i gruppi internazionali può però cambiare parecchio il modo di gestire le riunioni.
Non stiamo più parlando semplicemente della traduzione di un messaggio scritto.
La piattaforma può: ascoltare → trascrivere → tradurre durante la riunione stessa.
Migliora anche l’audio delle videoconferenze
Talk permette ora all’utente di controllare individualmente diverse elaborazioni audio:
- regolazione automatica del volume;
- cancellazione dell’eco;
- soppressione del rumore.
Anche la sfocatura dello sfondo diventa più efficiente grazie all’accelerazione hardware.
Sembrano dettagli, ma sono proprio questi elementi a determinare la qualità percepita di una piattaforma di videoconferenza utilizzata quotidianamente.
Mail rende gli allegati molto più facili da trovare
Anche Nextcloud Mail continua a maturare.
Gli allegati vengono ora mostrati direttamente nella conversazione, evitando di dover scorrere tutta la sequenza dei messaggi per capire dove sia stato inviato un determinato documento.
Arriva inoltre la possibilità di contrassegnare una conversazione come preferita, mantenendola nella parte superiore della casella.
È disponibile anche una nuova modalità compatta, che elimina le anteprime dei messaggi e permette di visualizzare un numero maggiore di email contemporaneamente.
Gli inviti ricevuti via email compaiono automaticamente nel Calendar
Interessante soprattutto l’integrazione tra Mail e Calendar.
È possibile fare in modo che gli inviti ricevuti tramite email vengano automaticamente inseriti nel calendario come appuntamenti provvisori.
L’utente può poi decidere se accettarli o rifiutarli.
Ancora una volta il vantaggio non nasce dalla singola funzione. Nasce dal fatto che Mail e Calendar sanno di appartenere allo stesso ambiente.
Nextcloud Office confronta due documenti
Una delle funzioni più utili di Hub 26 Winter arriva da Nextcloud Office. È finalmente possibile confrontare direttamente due versioni di un documento.
Si può scegliere un file già presente in Nextcloud oppure un documento disponibile sul computer locale. Nextcloud
Sono disponibili due modalità.
- La prima mostra i documenti affiancati, evidenziando le differenze.
- La seconda utilizza invece la modalità Manage Changes.
Le differenze vengono inserite in un unico documento e l’utente può:
- scorrerle;
- accettarle;
- rifiutarle.
Per contratti, procedure, regolamenti e documentazione aziendale è una funzione estremamente utile.
Fogli di calcolo: ognuno può applicare i propri filtri
Nextcloud Office introduce anche le Sheet Views.
Più utenti possono lavorare contemporaneamente sullo stesso foglio di calcolo senza che i filtri utilizzati da una persona modifichino la visualizzazione degli altri collaboratori.
È una di quelle funzioni che diventano indispensabili appena un foglio di calcolo viene utilizzato realmente in collaborazione.
Arriva inoltre una nuova scheda Table Design per gestire più facilmente formattazioni e stili delle tabelle XLSX.
Presentazioni sincronizzate senza condividere lo schermo
Interessante anche la nuova funzione Present to All.
Durante una presentazione gli altri utenti che hanno aperto lo stesso file possono seguire automaticamente il relatore mentre passa da una slide all’altra.
Questo permette, ad esempio, di condividere una presentazione all’interno di una chiamata Talk e lasciare che ogni partecipante la visualizzi direttamente con Nextcloud Office.
Non è necessariamente necessario trasmettere l’intero schermo del relatore.
E chi vuole può anche tornare temporaneamente ad una slide precedente per rivedere qualcosa che si è perso.
Nextcloud Text supporta LaTeX
Per chi lavora in ambito tecnico, scientifico o universitario arriva anche il supporto LaTeX in Nextcloud Text.
Le formule possono essere scritte utilizzando la sintassi LaTeX e vengono trasformate automaticamente nella relativa rappresentazione matematica.
È una funzione di nicchia, ma molto interessante per università, ricerca, ingegneria e documentazione tecnica.
Whiteboard diventa molto più utile durante i workshop
Anche Nextcloud Whiteboard cresce notevolmente.
Arrivano innanzitutto i timer condivisi: durante un workshop possiamo, per esempio, dare cinque minuti ai partecipanti per completare un’attività e visualizzare il conto alla rovescia direttamente sulla lavagna.
Vengono inoltre introdotti:
- votazioni;
- reazioni emoji;
- commenti contestuali;
- tabelle;
- cronologia delle versioni.
La Whiteboard non è quindi più semplicemente uno spazio sul quale disegnare.
Comincia a diventare uno strumento adatto alla gestione di riunioni, workshop e sessioni collaborative strutturate.
Assistant ricorda le conversazioni precedenti
Continua naturalmente anche l’evoluzione di Nextcloud Assistant.
Con Hub 26 Winter arriva la funzione Memories.
L’Assistant può ricordare informazioni emerse nelle conversazioni precedenti evitando all’utente di dover ricostruire ogni volta il contesto.
Le memorie possono essere gestite ed eliminate dall’utente. È un’evoluzione naturale per un assistente che nelle ultime release ha acquisito progressivamente accesso ai documenti, al contesto e alle applicazioni della piattaforma.
L’AI locale diventa molto più veloce
Hub 26 Winter interviene pesantemente anche sulle prestazioni delle funzioni AI eseguite localmente.
Nextcloud dichiara risultati fino a 10 secondi più rapidi per richiesta in alcune operazioni di generazione, traduzione, speech-to-text e text-to-speech. Per la trascrizione locale vengono dichiarati miglioramenti nell’ordine di cinque-otto volte.
Arriva inoltre il supporto a Olmo 3 e alle installazioni self-hosted di IBM watsonx, mentre vengono aggiornate anche le integrazioni con Recognize e OpenAI.
Il principio rimane quello delle release precedenti: l’amministratore decide quale motore utilizzare e dove farlo funzionare.
Sotto il cofano arriva ADA
Probabilmente la novità tecnicamente più importante di Nextcloud 33 è però invisibile all’utente e si chiama ADA – Accelerated Direct Access.
Nextcloud ha riscritto una parte importante del livello che gestisce accesso ai file, permessi e filesystem utilizzando componenti in PHP, Rust e Go.
Il problema da risolvere è diventato progressivamente complesso.
Un file Nextcloud può essere:
- condiviso con più utenti;
- presente in una Team Folder;
- citato in Talk;
- allegato ad un evento;
- utilizzato in un progetto;
- aperto da Office;
- sincronizzato con diversi client;
- indicizzato dall’Assistant.
Ogni volta bisogna sapere chi può accedere a quel file e in quale contesto.
ADA prova a ridurre il lavoro necessario per rispondere continuamente a queste domande.
Meno lavoro durante la lettura dei dati
Una delle principali modifiche riguarda la gestione dei mount point.
Prima alcune informazioni relative a condivisioni e storage potevano dover essere ricostruite nel momento in cui l’utente richiedeva i dati.
La nuova architettura mantiene invece una tabella autorevole aggiornata durante le modifiche. In pratica viene spostata una parte del lavoro: dal momento della lettura → al momento della modifica.
Nei test pubblicati da Nextcloud, il caricamento di una normale cartella contenente condivisioni passa da circa 1,9 a 1,3 secondi, con un miglioramento nell’ordine del 30%.
Download diretti quando si utilizza S3
ADA migliora anche le installazioni che utilizzano object storage S3.
File e anteprime possono essere trasferiti direttamente dallo storage al client senza dover necessariamente attraversare il normale processo PHP di Nextcloud.
Per le grandi installazioni può significare: meno traffico attraverso il server applicativo → meno carico → maggiore scalabilità.
Nextcloud indica miglioramenti da due a dieci volte nel caricamento delle thumbnail in alcune configurazioni.
Anche HPB Files e Talk diventano più efficienti
Il lavoro sulle prestazioni coinvolge anche gli High Performance Backend.
L’HPB di Files invia ai client informazioni più precise sui file effettivamente modificati.
Il client non deve quindi avviare continuamente controlli completi per verificare se qualcosa sia cambiato.
Nextcloud misura una riduzione fino all’80% delle richieste PROPFIND legate agli aggiornamenti dei file nei propri test.
Anche Talk sfrutta maggiormente il proprio HPB per distribuire messaggi e informazioni sui partecipanti delle stanze.
Nextcloud dichiara un recupero delle informazioni di condivisione circa 20% più veloce, con riduzione del consumo di memoria in alcuni scenari.
Photos richiede molte meno risorse
Anche Nextcloud Photos beneficia della nuova architettura.
La generazione delle anteprime viene separata maggiormente dalla tradizionale gestione del file cache.
Nextcloud dichiara una riduzione delle risorse necessarie alla generazione delle preview compresa tra il 40 e il 90%, a seconda dello scenario.
Sono numeri particolarmente interessanti per installazioni che ospitano grandi quantità di fotografie e immagini.
Il 98,5% dello sviluppo non riguarda nuove funzioni
C’è un dato di Hub 26 Winter che vale la pena riportare.Secondo Nextcloud, il 98,5% delle pull request della release riguarda manutenzione, stabilità e hardening, non nuove funzionalità.
Nel solo repository del server vengono indicate: 1.904 modifiche di manutenzione contro 29 nuove funzioni.
Lo stesso rapporto si ritrova in Groupware, Talk e Office.
È forse uno dei segnali più importanti della maturità raggiunta dalla piattaforma. Dopo anni passati ad aggiungere applicazioni e funzionalità, una parte enorme dello sviluppo viene ora utilizzata per fare in modo che ciò che esiste già funzioni meglio.
Migliorano anche i client desktop
Su macOS il client Nextcloud può ora essere utilizzato sia nella tradizionale modalità di sincronizzazione sia attraverso il Virtual File System, scegliendo il comportamento più adatto nella stessa applicazione.
Su Windows migliora invece la sincronizzazione on demand, riducendo la necessità di scaricare localmente file e cartelle non utilizzati.
Il menu contestuale dei file può inoltre mostrare azioni fornite direttamente dalle applicazioni installate sul server.
Per esempio un’app può aggiungere un comando disponibile anche dal client desktop.
È un ulteriore passo verso l’idea che il client non debba limitarsi a sincronizzare file, ma possa diventare una vera estensione dell’ambiente Nextcloud.
Login più rapido sui dispositivi mobili
Anche Android e iOS ricevono diversi interventi sull’interfaccia e sulle prestazioni.
Tra le novità più comode c’è il login attraverso QR code monouso.
Invece di inserire manualmente server, username e password sul dispositivo mobile, l’utente può completare rapidamente l’associazione partendo da un ambiente nel quale è già autenticato.
Migliorano inoltre:
- ricerca;
- menu;
- auto-upload;
- sincronizzazione;
- accesso a Nextcloud Assistant.
Cosa ci piace
Questa volta la risposta è abbastanza semplice.
Ci piace che Nextcloud abbia deciso di dedicare un’intera release ad un concetto che normalmente rimane confinato alle presentazioni:
la libertà di cambiare idea.
Possiamo scegliere dove installare Nextcloud, ma soprattutto possiamo trasferire i nostri dati da un Nextcloud ad un altro. Possiamo collaborare con un’altra organizzazione senza obbligarla ad entrare nella nostra infrastruttura. Possiamo creare Teams che attraversano server differenti. Possiamo condividere calendari e board Deck tra installazioni autonome. Possiamo scegliere dove eseguire l’intelligenza artificiale.
Possiamo utilizzare storage differenti e, nelle grandi infrastrutture, perfino distribuire in maniera più efficiente l’accesso ai dati. Sono aspetti meno appariscenti di un nuovo pulsante o di una nuova applicazione.
Ma sono probabilmente quelli che determinano maggiormente la differenza tra possedere i propri dati e controllare realmente il sistema nel quale vengono utilizzati.
E ci piace particolarmente anche ADA.
Nextcloud Hub è diventato nel tempo un ambiente estremamente integrato.
Questo significa però che ogni documento può essere utilizzato contemporaneamente da Files, Office, Talk, Calendar, Deck, Assistant e dai client.
Più integrazione significa inevitabilmente maggiore complessità.
Con ADA Nextcloud prova a risolvere questa complessità nell’architettura, invece di rinunciare all’integrazione.
È un passaggio importante, perché una piattaforma sovrana non può limitarsi ad essere aperta.
Deve essere anche veloce, scalabile e sufficientemente semplice da utilizzare ogni giorno. Nextcloud Hub 26 Winter sembra concentrarsi esattamente su questo equilibrio.
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